La scomparsa di Federico Orlando

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È scomparso Federico Orlando, oppositore liberale al degrado civile della Repubblica. Federico è stato fin dagli anni Sessanta il più noto volto giornalistico del Partito Liberale, caporedattore dell’organo del partito “La Nuova Tribuna”, che spesso rappresentava nelle conferenze stampa televisive di Tribuna Politica. Liberale malagodiano, seguì Indro Montanelli nella fondazione del Giornale, di cui fu condirettore. Quando Silvio Berlusconi pretese di ridurre i suoi giornalisti a propagandisti e araldi della sua piratesca avventura politica, con Montanelli fondò “La Voce”, che divenne fin da subito l’organo principale di denuncia del degrado civile iniziato allora e mai più risanato. Uomo colto e garbato, è stato uno dei critici più radicali del berlusconismo, di cui, da liberale, come noi, e tanto prima di quasi tutti gli ex comunisti, aveva capito fin dall’inizio la vera natura, e della ciarlataneria populista imperante nella cosiddetta “seconda repubblica”. Deputato con l’Ulivo nel 1996 e iscritto anche al Partito radicale, era una delle poche voci laiche e liberali nel centrosinistra italiano. Fu, fra l’altro, il primo firmatario di un progetto di legge costituzionale che mirava a escludere la rieleggibilità del Presidente della Repubblica. Negli ultimi anni, condirettore di Europa, era una delle poche fonti di informazione sulla dispersa galassia del liberalismo italiano.